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martedì 27 giugno 2017

Gaspar de Palencia



Gaspar de Palencia - The Martyrdom of St. Agatha (ca. 1578)



Jethro Tull - A Time For Everything?





Bur asyv!

(lingua Siriena, lingua appartenente alla famiglia delle lingue permiche, parlata nel nord della Russia europea)





"Quelli che sanno dare tanto sanno come togliere tutto."


: :  M. (@mike28zero)  : :


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good night skeletons & skulls! (Alberto Martini)


Skull Drawing - Dr. Odd


"Un vero amico è come un biglietto fortunato della lotteria. 
Potresti comperarne migliaia e non riuscire comunque a trovarne uno."

: :  Alberto Martini  : :


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lunedì 26 giugno 2017

dr martens skull boots






Donna vestita alla cretese



Donna vestita alla cretese: abito con maniche e gonna a balze, treccia, orecchini, bracciali e collana.
Terracotta proveniente dal territorio spartano (1400 a.C.)



Boris Anisfeld [Russian, 1878-1973]



Boris Anisfeld - Sleeping Cat (1925)
Oil on canvas - 96.5 x 88.5 cm

Timbuktu - Mali



Timbuktu è una storica città del Mali, fondata nel XI secolo come centro culturale e commerciale dell'Africa occidentale.
La sua fama di città inaccessibile e straordinariamente ricca d'oro, l'ha resa uno dei luoghi tra i più affascinanti al mondo, di cui se ne ha notizia dai secoli passati.
Per molto tempo Timbuktu è stata considerata un luogo leggendario e misterioso, tanto che in Europa la sua esistenza restò oggetto di discussione fino ai primi anni del XIX secolo. Ancora oggi, il suo nome viene comunemente usato per indicare mete lontane e imprecisate.
Nel XIV secolo, la città divenne una delle più importanti capitali intellettuali del mondo arabo e nei due secoli successivi un principale centro per la diffusione dell'Islam in tutta l'Africa.
Vi si trovano la prestigiosa Università coranica di Sankoré e tre grandi moschee: Djingareyber, Sankoré e Sidi Yahia, le quali restano a testimonianza del periodo d'oro di Timbuktu.



La maggior parte degli edifici di Timbuktu sono stati realizzati utilizzando il fango, materiale dalla notevole solidità, garantita in special modo dalla bassissima probabilità di piogge, poiché ci troviamo in una regione desertica del Mali.
Tuttavia i monumenti, anche se sottoposti a frequenti restauri, restano minacciati dal problema della desertificazione.



Oggi la città rimane una meta tra le più interessanti da visitare, ancora in attività; nonostante non conservi più le ricchezze materiali di un tempo, mantiene una parte delle ricchezze culturali dell'epoca, tra cui preziosi manoscritti del XIII secolo e opere di Avicenna.



Timbuktu è entrata dal 1988 a far parte della lista dei siti Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO ed è stata proposta come candidata al concorso delle sette meraviglie moderne.

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... e così tutti i giorni



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Kilian Eng





Truman Capote



"Le donne sono come le mosche, vanno sul miele o sulla merda."

: :  Truman Capote, Musica per camaleonti  : :


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Alex Gross






Schiavitù



Un marinaio della fregata inglese HMS Sphinx libera 
dalle catene uno degli ultimi schiavi della storia, circa 1907




Simon Bening [ca. 1483 – 1561, Flemish miniaturist, generally regarded as the last major artist of the Netherlandish tradition]



La creación de Eva
Miniature Book of Hours by Simon Bening
Manuscript on vellum, illuminated by Simon Bening, Flanders, Bruges, ca. 1530-35



Leonardo da Vinci






ore 12:00 - momento zen






Pr4h4: David Černý



 David Černý -  L’appeso (Viselec) "L’intellettuale della fine del millennio", V. Husova 

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 L’appeso o La statua di Freud appeso


La statua si trova sulla Husova, vicino alla Cappella di Betlemme (Betlémské náměstí). Essa è sospesa molto in alto fra due palazzi e raffigura Freud che, una mano in tasca come se niente fosse, con l’altra mano si tiene ad un palo installato su uno dei due palazzi. Il senso dell’opera è da ricercarsi su diversi fronti: uno è quello della figura dell’intellettuale nel nuovo millennio, figura questa controversa a causa delle ingerenze del comunismo o dei suoi strascichi; uno ricorda appunto la vita ai tempi del comunismo; l’ultima, per finire, riguarda invece l’essere umano da sempre diviso fra il resistere e l’ammaliante tentazione di lasciarsi andare. Qualunque sia il significato, l’opera è assai singolare e originale.





Nick Sheehy



Nick Sheehy -Devil Inner

ore 10:00 - coffee break: Cafe Tortoni



Cafe Tortoni in Buenos Aires, Argentina- since 1858




Algeria: fa penzolare il figlio fuori dalla finestra per ottenere like su Facebook, condannato a due anni




Tutto è avvenuto ad Algeri, capitale dell’Algeria, l’immagine postata dall’uomo, di cui non sono state diffuse le generalità, e scattata dalla finestra di un palazzo, un appartamento al 15esimo piano. Si vede il bimbo, pantaloncini e maglia, tenuto per la tshirt dal padre, sospeso nel vuoto. La foto su Facebook non è ovviamente passata inosservata, in molti si sono scagliati contro l’uomo e alla fine è intervenuta la polizia che lo ha arrestato. È stato condannato a due anni di carcere per violenza su minore.




da: corriere

Gustave Boulanger



Gustave Boulanger - Le marché aux esclaves (The Slave Market)(1886)
Oil on canvas - 77.5 × 99 cm - Private collection



Frank Zappa - Muffin Man




Risultati immagini per cuore



Moin!

(dialetto Südhessischer, dialetto Rheinfränkisch parlato nella zona di Francoforte)





"Guardati da coloro che prima ti danno consigli
e poi parlano male di te, cornuto!"


: :  Corrado Guzzanti  : :


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Mars Attacks! (1996, diretto da Tim Burton)





domenica 25 giugno 2017

Enemy



Domenica pomeriggio: film.
Film: Enemy. 
Enemy è un film del 2014 diretto da Denis Villeneuve tratto dal romanzo "L'uomo duplicato" di José Saramago.


"Il caos è l’ordine non ancora decifrato."
: :  José Saramago : :

Ne parla così Gianluca Rinaldi su "PianetaCinema".

Un inquieto ed insignificante insegnate di storia si imbatte nel suo doppio, notato casualmente nel ruolo di comparsa in un film.
Dopo essersi incontrati, le vite di entrambi si avviano verso un tortuoso e terrificante incubo.

Ciò che avviene per il resto del film (non molto, parliamo di 80' circa) è abbastanza enigmatico e di non facile interpretazione. Come se non bastasse, l’ultima scena arriva come un fulmine a ciel sereno: definito come “the scariest ending of any movie ever made”, il finale è di certo uno dei più grandi shock cinematografici di sempre. Non parlo del classico colpo di scena in cui, con una spiegazione sorprendente, si risolve il mistero.
Tutt’altro.
La situazione si complica ulteriormente, lasciando il pubblico in balia di uno dei più criptici ed inquietanti enigmi di sempre.

Premetto che non si tratta di un giallo, piuttosto di un thriller psicologico: non ci sono assassini o omicidi, qui il mistero è tutto mentale. Seguendo la scia di Cronenberg, Lynch e perfino Kubrick (la scena iniziale richiama Eyes Wide Shut), Denis Villeneuve torna alla regia dopo l’acclamato “Prisoners” realizzando un film dalle tinte seppia, molto fosche e buie (sopratutto negli interni). Girato in una Toronto spettrale e solitaria (spesso immersa nella nebbia), Enemy vanta un’atmosfera angosciante e onirica di prima categoria, sostenuta da una regia davvero eccellente e da una colonna sonora sempre pronta a mantenere viva la tensione.
Nonostante il film tragga grande giovamento dalle performance di Isabella Rossellini (una delle muse di Lynch), Sarah Gadon (una delle muse di Cronenberg) e Melanie Laurent, quella che si fa davvero notare è la versatile ed indiscutibile bravura recitativa di Jake Gyllenhaal, interprete dei due antitetici personaggi principali di Adam e Anthony.

Prima di tornare al finale, è indispensabile parlare del rapporto tra i due protagonisti: quello che è sicuro (gli indizi seminati sono parecchi) è che si tratti seriamente della stessa persona. Uno dei due è la proiezione mentale dell’altro, ma quale e in quale momento non è facile da capire (sono sempre totalmente identici).
Lo sdoppiamento psicotico da cui è affetto il personaggio di Adam/Anthony è un prodotto naturale della sua indole repressa.
Gran parte delle scene del film avvengono in realtà nel subconscio del protagonista: gli sporadici confronti tra Adam e Anthony sono da interpretare come “guerre” tra le due fazioni in cui è divisa la sua personalità (eco freudiana della teoria dell’Io, Super-Io ed Es).
L’intera pellicola può essere vista come la battaglia mentale di un individuo in lotta con il suo “lato oscuro”, al fine di responsabilizzarsi verso gli obblighi sociali che gli spettano (la fedeltà alla moglie e i doveri di futuro padre).
Non è una grande rivelazione, piuttosto il frutto del minimo sforzo intellettivo che viene richiesto al pubblico.

Evitando malevoli spoiler, direi di tornare al finale.

L’ultima scena conferma l’importanza simbolica del “ragno”, elemento ricorrente in tutto il film: lo vediamo uscire dal piatto d’argento nella sequenza iniziale, la donna nuda con la testa da ragno nell’incubo del protagonista Adam, il mastodontico aracnide che sovrasta la città, i cavi elettrici del tram e il vetro della macchina dopo l’incidente paragonati a ragnatele.
E la tarantola alla fine.

In parecchi sono dell’idea che i ragni siano effettivamente reali e non frutto dell’immaginazione contorta dei due protagonisti. Essendo l’uomo moderno distratto dal sesso e dalle pulsioni erotiche, gli aracnidi avrebbero sfruttato questa noncuranza per agire indisturbati, pianificando una silenziosa “invasione ultracorporea” che si realizza pienamente nella scena finale.
Nonostante trovi solide fondamenta sul discorso che Adam tiene in classe riguardo ai totalitarismi nell’era antica, basati su un controllo delle menti instaurato tramite il famoso “panem et circensem” (che nell’era moderna è il proprio il sesso), questa prima teoria risulta troppo pretenziosa e fantascientifica, nonostante debba ammettere che riserva un certo fascino.

Un’altra interpretazione (con cui mi trovo in sintonia perché decisamente più plausibile) è quella allegorica: la presenza dei ragni è la metafora del totalitarismo che a cui è soggetto l’individuo moderno, intrappolato in una ragnatela inconscia di ossessioni e frustrazioni. Non abbiamo aracnidi reali, bensì simboli psicanalitici desunti dagli incubi/visioni di Adam. Sia quest’ultimo che Anthony, il suo doppio, vivono un’esistenza frustata, soggetti ad un eccessivo controllo di loro stessi che li porta a voler evadere dalla routine: Adam sogna di fare l’attore (attenzione a questo particolare e alla scena con la Rossellini) perché lo annoia la vita da insegnante, Anthony persegue l’adulterio perché si sente oppresso dal matrimonio e terrorizzato dall’idea di avere una famiglia. I ruoli generalmente imposti dalla società in cui i due protagonisti sono confinati (marito, padre, lavoratore statale), vengono avvertiti come una sorta di violenza operata nei confronti di loro stessi.
A questo punto viene lecito chiedersi: se i ragni esprimono l’idea della tirannia del subconscio, chi è il vero tiranno?
Chi manovra i fili?
Chi tesse la ragnatela?
La risposta è una sola: le donne.
Ecco cosa rappresentano davvero i ragni.
Il protagonista teme la figura femminile, non riesce a stabilire con lei un rapporto intimo che sia fedele o duraturo e punisce se stesso per questo (ecco spiegato il titolo “Enemy”, siamo noi i veri nemici di noi stessi).
La donna intrappola il protagonista nella ragnatela del matrimonio, della fedeltà, della paternità ma il personaggio di Adam/Anthony non è in grado di sostenere la responsabilità di tali obblighi. Dopo l’apparente riconciliazione finale, Adam trova la chiave che apre la porta del sex club (luogo di tentazione per eccellenza) in cui Anthony era stato all’inizio, manifestando il desiderio di volerci tornare lasciando di nuovo la moglie sola a casa. La donna non risponde, Adam entra nella stanza di lei e…beh lo vedrete da voi!
Ciò non solo da conferma alla suddetta interpretazione della figura del ragno, ma spiega anche un’affermazione di Adam durante la lezione di storia: i totalitarismi sono un circolo che si ripete di continuo. Trovando la chiave, Adam ricade nel baratro della tentazione da cui credeva di essersi salvato sconfiggendo il suo “lato oscuro”.

Al di la di tutta la cervellotica spiegazione, resta indiscutibile il fascino inquietante che il talentuoso Villeneuve conferisce al film, senza dubbio uno degli enigmi cinematografici più coinvolgenti e ben riusciti di sempre. Per quanto riguarda il senso ultimo della pellicola, è lo stesso Villeneuve a dire che un significato, infondo, c’è eccome: l’importante è seguire gli indizi. D’altronde lo riporta anche la dicitura iniziale: “Chaos is order yet undeciphered” (il caos è l’ordine non ancora decifrato). L’apparente disordine logico che il film sembra lasciare nella mente del pubblico, ingloba in realtà tutte le risposte necessarie alla soluzione dell’enigma.
Se una sola visione non dovesse bastare, credo proprio che rivedere Enemy sarà senza dubbio un grande piacere.

Uno dei migliori thriller psicologici degli ultimi anni.

Fortemente sconsigliato agli aracnofobici.



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Risultati immagini per gif animate PSICHEDELICHE



ore 12:00 - momento zen

1... 2... e 3!





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José Saramago [scrittore, giornalista, drammaturgo, poeta e critico letterario portoghese, Premio Nobel per la letteratura nel 1998]





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1000mods - Groundhog Day





Bernardino Luini [Italian High Renaissance Painter, ca.1480-1532]



Bernardino Luini - Salome with the Head of John the Baptist (first half of 16th century)
Oil on panel - 56 x 43 cm - Kunsthistorisches Museum, Vienna, Austria

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Matthew 14:11, "And his head was brought in a charger, and 
given to the damsel: and she brought it to her mother."



1... 2... 3!





Grasshopper shot near, Miles City Mont, 1937






Jenny Saville [British Painter, born in 1970]



Jenny Saville - Shift (1996-97)



4 gatti → 4





4 gatti → 3





4 gatti → 2






4 gatti → 1





Antique Skull Optical Illusion Postcard n.2





Antique Skull Optical Illusion Postcard n.1






Jin Xingye





Jorge Chamorro






Lynn Nguyen





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Gustav Klimt [Austrian Art Nouveau Painter, 1862-1918]



Gustav Klimt - Country House by the Attersee (1914)